Ancora su Irap nel caso di lavoratore autonomo senza dipendenti e minimi beni strumentali.

Cassazione civile, sez. V tributaria, 9 ottobre 2013, n. 22941

397
0.00 / 5 - 0 voti

La Cassazione tributaria ha riformato le decisioni assunte dalle commissioni tributarie provinciale e regionale, per cui era stato ritenuto soggetto ad IRAP un professionista senza dipendenti e con minimi mezzi strumentali. Ribadisce il collegio che, in forza del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo, e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio delle attività di lavoro autonomo, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 49, comma 1, è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata, secondo l’accertamento riservato al giudice di merito ed insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato in ordine all’impiego di beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui, costituendo onere del contribuente che richieda il rimborso fornire la prova dell’assenza delle condizioni anzidette (ex plurimis, Cass. n. 3676, n. 3673, n. 3678, n. 3680 del 2007).
Pur tuttavia nella fattispecie la motivazione della sentenza impugnata era tutt’altro che congruamente motivata e piuttosto basata sull’assunto tautologico secondo cui l’attività del contribuente “è anche autonomamente organizzata perché, quella piccola organizzazione che dichiara d’avere è adeguata all’attività che svolge ed è autonoma perché non dipende dal committente”.
La sentenza merita di essere segnalata anche per l’ulteriore principio di diritto enunciato ovvero per aver escluso l’efficacia esterna di un giudicato relativo ad un periodo di imposta Irap in una controversia riguardante una diversa annualità.