La legittimazione al ricorso avverso un bando pubblico è tipicamente ristretta a coloro che abbiano fatto domanda di partecipazione.

Consiglio di Stato, sez. III, 28 febbraio 2013, n. 1221

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É pacifico in giurisprudenza – come da ultimo ribadito dalla decisione dell’ Adunanza Plenaria n. 4 del 7 aprile 2011 – che in tema di pubblici concorsi, bandi di gara ed in genere procedure di evidenza pubblica la legittimazione al ricorso avverso il bando di indizione della procedura selettiva spetti elusivamente ai soggetti che abbiano formulato domanda di partecipazione, determinandosi in tal modo l’emersione di una differenziata posizione di interesse legittimo alla verifica della regolarità dell’azione amministrativa suscettibile di tutela.
Sono fatti salvi i casi nei quali il ricorrente contesti, “in radice” , la scelta di indire la procedura, oppure, in qualità di operatore economico di settore, l’affidamento diretto o senza gara, oppure ancora una clausola del bando “escludente”, in relazione alla illegittima previsione di determinati requisiti di qualificazione.