Limite alla diffusione dell’immagine di una persona anche in relazione a fatti interessanti per il pubblico

Cassazione civile, sez. I, 22 luglio 2015, n. 15360

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 Limite alla diffusione dell’immagine di una persona anche in relazione a fatti interessanti per il pubblico

La semplice circostanza che l’immagine di una persona sia riferibile ad una vicenda che presenti un interesse ad essere conosciuta dal pubblico non può considerarsi sufficiente a legittimarne la riproduzione e la diffusione.
A tal fine occorre la necessità che tale divulgazione risulti essenziale per la completezza e la correttezza dell’informazione fornita.
In tal senso depone anche l’art. 137 del Codice in materia di protezione dei dati personali approvato con d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 che, nel sottrarre al consenso dell’interessato il trattamento di dati personali effettuato nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità (comma secondo), prevede che in caso di diffusione e comunicazione dei dati restano fermi i limiti del diritto di cronaca a tutela dei diritti di cui all’art. 2, tra i quali è compreso il diritto all’identità personale, e, in particolare, il limite non già del mero interesse pubblico, ma quello dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico (comma 3).
Orbene nella fattispecie è stata accolta la richiesta di risarcimento dei danni avanzata da un uomo a causa dell’uso abusivo della sua immagine nel corso di un noto programma televisivo volto a smascherare presunte “truffe”.
Durante il programma infatti, si mostravano alcuni passaggi dei colloqui tenutisi nel suo ufficio e registrati di nascosto, intrattenuti dall’uomo con un inviato del programma, il quale aveva finto di interessarsi alla sua professione di consulente aziendale.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. I, 22 luglio 2015, n. 15360

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