Liquidazione del compenso al difensore d’ufficio: non occorre provare la non abbienza del patrocinato

Cassazione civile, sez. II, 7 febbraio 2019, n. 3673

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 Liquidazione del compenso al difensore d’ufficio: non occorre provare la non abbienza del patrocinato

Per farsi pagare dallo Stato il difensore d’ufficio non deve insistere con il pignoramento fino a provare la totale non abbienza del patrocinato

Con ordinanza n. 3673/19 la Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del difensore d’ufficio avverso l’ordinanza sfavorevole del Tribunale, con la quale questi rigettava la richiesta di liquidazione del compenso per l’attività difensiva espletata, non avendo portato a termine il pignoramento approfondendo la ricerca dei beni aggredibili.
Secondo il Tribunale, infatti, l’avvocato avrebbe dovuto compiere puntigliosamente tutte le attività previste per la riscossione del credito, provando la totale non abbienza e completa impossidenza del patrocinato, in una sorta di (come definita dalla Cassazione) “probatio diabolica”.
Invero, la Suprema Corte ha ritenuto che, per riscuotere l’onorario, è sufficiente esperire la procedura esecutiva, acquisendo il diritto al rimborso dei compensi previa liquidazione da parte del Giudice.
A tal proposito e richiamando quanto già postulato con sentenza n. 46741/2007 Cass. Pen., la Corte ha ribadito che il meccanismo di cui all’art. 116 D.P.R. n. 115/2002, infatti, “non postula la non abbienza dell’imputato, né presume la sua insolvibilità, ma consiste in un’anticipazione, da parte dello Stato, della somma liquidata dal Giudice al difensore d’ufficio, somma che lo Stato stesso è chiamato a recuperare nei confronti dell’assistito”.
La Suprema Corte ha inoltre rammentato che  “poiché l’esperimento del procedimento monitorio costituisce un passaggio obbligato per poter chiedere la liquidazione dei compensi ai sensi del combinato disposto del cit. D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 82 e 116 i relativi costi, comprensivi di spese, diritti ed onorari, non debbono rimanere a carico del professionista, ma debbono rientrare nell’ambito di quelli che l’erario è tenuto a rimborsare a seguito del decreto di pagamento emesso dall’autorità giudiziaria”.

Art. 116 DPR 115/2002
(L) Liquidazione dell’onorario e delle spese al difensore di ufficio.
1. L’onorario e le spese spettanti al difensore di ufficio sono liquidati dal magistrato, nella misura e con le modalità previste dall’articolo 82 ed è ammessa opposizione ai sensi dell’articolo 84, quando il difensore dimostra di aver esperito inutilmente le procedure per il recupero dei crediti professionali.
2. Lo Stato ha diritto di ripetere le somme anticipate, a meno che la persona assistita dal difensore d’ufficio non chiede ed ottiene l’ammissione al patrocinio.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. II, 7 febbraio 2019, n. 3673