Lo straniero privo del permesso di soggiorno che accudisce un minore ha diritto ad una temporanea autorizzazione.

Cassazione civile, sez. VI, 2 dicembre 2015, n. 24476

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 Lo straniero privo del permesso di soggiorno che accudisce un minore ha diritto ad una temporanea autorizzazione.

L’art. 31, comma 3, del Testo unico Immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) è finalizzato ad assicurare la tutela del minore, sia in relazione alla salute fisica, sia con riferimento a quella psichica.
Deve, pertanto, essere privilegiata un’interpretazione estensiva della norma, per cui l’allontanamento dallo Stato del genitore, straniero e privo di permesso di soggiorno, che si occupa in prevalenza della cura del bambino a causa dell’impedimento dell’altro genitore, arreca un pregiudizio allo sviluppo psicofisico del minore. Il genitore preposto alla cura ha quindi diritto ad ottenere la temporanea autorizzazione al soggiorno di cui all’art. 31, comma 3, del d.lgs. n. 286/1998.

 

Art. 31 D.Lgs. 286/1998 – Disposizioni a favore dei minori.
1. Il figlio minore della straniero con questi convivente e regolarmente soggiornante è iscritto nel permesso di soggiorno o nella carta di soggiorno di uno o di entrambi i genitori fino al compimento del quattordicesimo anno di età e segue la condizione giuridica del genitore con il quale convive, ovvero la più favorevole tra quelle dei genitori con cui convive. Fino al medesimo limite di età il minore che risulta affidato ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è iscritto nel permesso di soggiorno o nella carta di soggiorno dello straniero al quale è affidato e segue la condizione giuridica di quest’ultimo, se più favorevole. L’assenza occasionale e temporanea dal territorio dello Stato non esclude il requisito della convivenza e il rinnovo dell’iscrizione.
2. Al compimento del quattordicesimo anno di età al minore iscritto nel permesso di soggiorno o nella carta di soggiorno del genitore ovvero dello straniero affidatario è rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari valido fino al compimento della maggiore età, ovvero una carta di soggiorno.
3. Il Tribunale per i minorenni, per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano, può autorizzare l’ingresso o la permanenza del familiare, per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre disposizioni del presente testo unico. L’autorizzazione è revocata quando vengono a cessare i gravi motivi che ne giustificano il rilascio o per attività del familiare incompatibili con le esigenze del minore o con la permanenza in Italia. I provvedimenti sono comunicati alla rappresentanza diplomatica o consolare e al questore per gli adempimenti di rispettiva competenza. 4. Qualora ai sensi del presente testo unico debba essere disposta l’espulsione di un minore straniero il provvedimento è adottato, su richiesta del questore, dal Tribunale per i minorenni.

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