La lottizzazione abusiva cartolare

Consiglio di Stato, sez. V, 27 ottobre 2014, n. 5304

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 La lottizzazione abusiva cartolare

Lottizzazione abusiva cartolare attuata mediante il frazionamento planimetrico del fondo: è sufficiente che lo scopo edificatorio emerga anche da un solo indizio

Il pronunciamento in esame – reso nell’ambito di un ricorso volto all’annullamento di un’ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale di un determinato terreno – consente di individuare con esattezza i presupposti giuridici per la corretta qualificazione della cosiddetta lottizzazione abusiva cartolare.
Occorre premettere, per quanto qui di interesse, che l’art. 18 della legge n. 47 del 1985 (ormai abrogato dall’articolo 136 del D.P.R. n. 380/2001 e sostituito dall’articolo 30 del medesimo D.P.R.) prevede due distinte ipotesi di lottizzazione abusiva:

  • la lottizzazione abusiva materiale – posta in essere attraverso l’esecuzione di opere che determinino una trasformazione urbanistica o edilizia del territorio, in violazione degli strumenti urbanistici vigenti o adottati o, comunque, di leggi statali o regionali;
  • la lottizzazione abusiva cartolare – mediante il compimento di attività negoziale che, tramite il frazionamento dei terreni, ne determini in maniera inequivocabile la destinazione d’uso a scopo edificatorio.

Ebbene, nell’ambito della fattispecie di cui trattasi i giudici della V Sezione del Consiglio di Stato chiariscono come, ai fini dell’individuazione della cosiddetta lottizzazione abusiva cartolare – attuata mediante il frazionamento planimetrico del fondo e la conseguente vendita dei lotti da essa risultanti – non sarà necessario dimostrare la sussistenza di tutti gli indici rivelatori di cui all’art. 18 della legge n. 47 del 1985, ma è sufficiente che lo scopo edificatorio emerga anche da un solo indizio. (cfr., ex multis, Cons. Stato, Sez. IV, sentenza n. 2004 del 31 marzo 2009).
All’amministrazione coinvolta, pertanto, basterà accertare che i lotti frazionati e venduti – per le loro caratteristiche quali “la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero, l’ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti” – evidenzino “in modo non equivoco” la destinazione a scopo edificatorio (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, sentenza n. 4465 del 5 agosto 2003).