Maltrattamenti in famiglia: la badante che omette di prendersi cura di un disabile commette reato.

Cassazione penale, sez. VI, 17 gennaio 2013, n. 9724

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l reato di maltrattamenti è integrato non soltanto da specifici fatti commissivi direttamente opprimenti la persona offesa, tanto da imporle un inaccettabile e penoso sistema di vita, ma può essere altresì integrato da fatti omissivi di deliberata indifferenza verso elementari bisogni esistenziali e affettivi ad esempio nei confronti di un disabile.
L’indifferenza espressa con dissimulata severità è fonte d’inutile mortificazione, tali da incidere – non meno di gesti di reale violenza – sulla qualità di vita della persona offesa, contraddistinta nella fattispecie da quotidiani atti commissivi (sgridate, rimproveri) ed omissivi (vestiario dimesso e sporco, scarsità del cibo, mancanza di igiene) producenti gratuite umiliazioni e durevoli sofferenze psicologiche della stessa persona offesa, affidata per ragioni di cura e vigilanza da una badante.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. VI, 17 gennaio 2013, n. 9724

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