Stato di abbandono: cambio di rotta della Cassazione se c’è la disponibilità dei nonni fin dalla nascita.

Cassazione civile, sez. I, 28 gennaio 2011, n. 2102

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Il minore è considerato in stato di abbandonato se privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi.
La condizione di abbandono in alcuni casi è evidente: la mancanza totale di una famiglia d’origine, il mancato riconoscimento alla nascita, o il porre in essere comportamenti commissivi costituenti reati contro la vita, la libertà e la dignità.
In altri invece, il confine con la situazione di abbandono non è così chiaro e definito.
Sono dibattuti, in particolare, i casi di malattia mentale dei genitori, di genitore tossicodipendente, di genitorialità delegata e le situazioni in cui sono presenti parenti del minore entro il quarto grado.
La giurisprudenza è sempre stata costante nel ritenere che la sola presenza di parenti entro il quarto grado non sia sufficiente per escludere lo stato di abbandono. È necessario che tra i parenti e il minore sussistano dei rapporti affettivi significativi preesistenti, vale a dire quei rapporti, attuali e reciproci, idonei a denotare un legame affettivo forte e duraturo, che si esprima in manifestazioni di interesse e assistenza effettiva, tali da sopperire alla carenze dei genitori.
Si è assistito, tuttavia, a un cambio di rotta della Cassazione con la sentenza n. 2102 del 28.01.2011, in cui la Corte ha sottolineato il valore dei legami biologici tra il minore e la famiglia d’origine, ribaltando la sentenza del giudice d’appello che aveva negato l’affidamento ai nonni materni sulla base della mancanza di rapporti significativi con il minore.
Secondo la Cassazione, quando lo stato di abbandono da parte dei genitori è determinato sin dalla nascita del minore, non potendo esservi in tal caso preesistenti rapporti significativi
fra il minore e i parenti
(fino al quarto grado) già consolidati,
la disponibilità dai parenti medesimi
a prendersi cura del minore, se manifestata entro un termine ragionevolmente breve dalla nascita, comporta che lo stesso non possa essere ritenuto in stato di abbandono, salvo che si accerti l’inidoneità di tali parenti ad assicurarne l’assistenza e la crescita in modo adeguato.
La Corte nella fattispecie ha accolto il ricorso dei nonni del minore così offrendo loro la possibilità – preferenziale nel sistema della Legge n. 184/1983, che considera residuale il ricorso all’istituto dell’adozione – di permanenza e crescita del minore nella famiglia naturale.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. I, 28 gennaio 2011, n. 2102