Molestie sessuali, violenza sessuale, tentativo di violenza sessuale. Differenze.

Cassazione penale, sez. III, 4 ottobre 2012, n. 38719

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Sulla scorta di consolidato orientamento la Corte di Cassazione ribadisce ulteriormente i presupposti integranti i diversi reati di molestia sessuale e violenza sessuale, per delineare i confini tra le due fattispecie e quella del tentativo di violenza sessuale. L’indirizzo giurisprudenziale di legittimità consolidato vuole che il comportamento di un soggetto sia ascrivibile al reato di molestie sessuali sulla base della mera sussistenza di espressioni volgari a sfondo sessuale ovvero di atti di corteggiamento invasivo ed insistito (Cass. 12.5.2010 n. 2742); diversamente, un atto che si risolve in un contatto corporeo, pur se fugace ed estemporaneo, tra soggetto attivo e soggetto passivo del reato, ovvero in un coinvolgimento della sfera fisica di quest’ultimo, e sia tale da porre in pericolo la libera autodeterminazione della persona offesa nella sfera sessuale integra la fattispecie di violenza sessuale.
Il contatto fisico, ancor più se rivolto verso zone erogene del corpo, rappresenta dunque la linea di discrimine tra i due reati, tuttavia, pur in mancanza del contatto fisico tra imputato e persona offesa, “se la condotta tenuta dal primo denota il requisito soggettivo dell’intenzione di raggiungere l’appagamento dei propri istinti sessuali e quello oggettivo dell’idoneità a violare la libertà di autodeterminazione della vittima nella sfera sessuale” (Cass. 26.10.2011 n. 45698) è configurabile il tentativo di violenza sessuale.
Pertanto il comportamento dell’imputato (un autista di un bus di linea), il quale non si è limitato a meri atti di corteggiamento invasivo ma ha omesso di aprire la porta del mezzo di trasporto da lui condotto e, allungandosi, ha impedito il passaggio alla donna afferrandola per la gamba nell’intento di trattenerla, il tutto accompagnato da gesti volgari (strani movimenti con la lingua, toccamento dei propri pantaloni) e da varie parole oscene, denotando senz’altro l’intento di appagare il proprio desiderio e violando anche la sfera di autodeterminazione sessuale della donna, viene inquadrato all’interno della fattispecie di tentativo di violenza sessuale.