La nomina del difensore di fiducia non richiede l’autentica della firma

Cassazione penale, sez. VI, 22 dicembre 2017, n. 57546

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 La nomina del difensore di fiducia non richiede l’autentica della firma

La nomina del difensore di fiducia dell’imputato non richiede l’autenticazione della firma da parte del difensore, neppure se l’atto viene trasmesso con raccomandata.

«L’art. 96 c.p.p., dispone che l’imputato ha diritto di nominare fino a due difensori di fiducia e che la nomina può essere fatta con dichiarazione resa all’autorità procedente ovvero consegnata alla stessa dal proprio difensore o ancora trasmessa per raccomandata.
La norma non prevede che, in caso di presentazione di una dichiarazione di nomina scritta, l’atto osservi particolari formalità, né che la sottoscrizione del dichiarante debba essere autenticata da parte del difensore o di altri perché l’atto sia valido e produttivo di effetti giuridici. D’altronde, l’art. 39 disp. att. c.p.p., prevede l’autenticazione del sottoscrittore per i soli casi previsti dalla legge e non in relazione a qualunque atto presentato all’Autorità Giudiziaria, sia pure non personalmente, ma a mezzo posta.
In questo senso è la costante giurisprudenza di questa Corte, alla stregua della quale la dichiarazione di nomina del difensore di fiducia prevede formalità semplificate e, mentre è imprescindibile il minimum della sottoscrizione dell’indagato o dell’imputato, attesa l’importanza e la delicatezza dell’incarico conferito, non è richiesta l’autenticazione della sottoscrizione dell’imputato o indagato, neanche se l’atto viene trasmesso con raccomandata».

Massima tratta da: Estratto della sentenza