Notifica a mezzo raccomandata della cartella esattoriale per riscossione sanzioni amministrative.

Cassazione civile, sez. VI, 15 giugno 2016, n. 12351

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La notificazione della cartella di pagamento emessa per la riscossione di sanzioni amministrative, ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689 e succ. mod., è disciplinata dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26. Anche dopo la modificazione apportata a quest’ultima norma con il D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 12, la notifica può essere eseguita direttamente da parte dell’esattore mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Il testo dell’art. 26, comma 1 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 consente di distinguere la notificazione effettuata secondo le forme delle notificazioni degli atti giudiziari e la notificazione effettuata mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento.
Nella prima eventualità, cui sono riferiti il quarto e l’ultimo comma dello stesso articolo, l’Agente della riscossione si deve avvalere dei soggetti indicati nel primo inciso del primo comma; nella seconda eventualità, invece, può provvedervi direttamente. Non vi è alcun indice normativo che induca a ritenere che l’elencazione soggettiva contenuta nel primo inciso sia tassativa e riferibile anche al secondo inciso, se non la consecuzione letterale dei due periodi:
questa, tuttavia, si spiega in ragione dei rimaneggiamenti che il testo ha subito con le numerose modifiche che si sono succedute nel corso del tempo. D’altronde, la norma del secondo inciso è di tenore letterale tale da consentire l’interpretazione qui preferita. Questa interpretazione, pur dando luogo ad una disciplina di favore nei confronti dell’esattore (come rilevato anche da Cass. n. 11708/11 – la quale, contrariamente a quanto si legge nei controricorsi, è relativa a notificazione effettuata dopo l’entrata in vigore delle modifiche apportate a decorrere dal 1 luglio 1999, poiché riguardava cartella di pagamento notificata con raccomandata spedita dall’esattore il 9 gennaio 2002), non comporta alcun cambiamento rispetto all’analoga disposizione di favore precedente, salvo il fatto che questa risultava più dettagliata. Né vi sono indici ulteriori che consentono di ritenere che la soppressione dell’inciso suddetto sia stata determinata dall’intenzione del legislatore di rendere più rigorosa la disciplina ovvero di fare divieto all’Agente della riscossione di provvedere direttamente alla notificazione.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. VI, 15 giugno 2016, n. 12351