Nulla l’iscrizione ipotecaria se il debito del contribuente è inferiore ad ottomila euro.

Cassazione civle, sez. unite, 22 febbraio 2010, n. 4077

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 Nulla l’iscrizione ipotecaria se il debito del contribuente è inferiore ad ottomila euro.

La Corte di Cassazione, a sezioni unite (Sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010), ha stabilito che sono illegittime le ipoteche iscritte sui beni immobili se l’importo della cartella esattoriale sulla base della quale viene esercitata la formalità–ipotecaria prevista dall’art. 77 del DPR 602/1973 (Testo Unico riscossione) è di modico valore ossia non superiore ad € 8000,00 e se non se ne dà preavviso al contribuente.
Puntualizzano gli ermellini: «Rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare anche l’ipoteca soggiace al limite per esso stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000 euro».
Ed infatti, come già affermato dalla sezione tributaria nella sentenza 429/2007, uno speciale limite all’ammissibilità dell’ipoteca scaturisce dal divieto, imposto dall’art. 76 del DPR 602/1973 (come modificato dall’art.3, comma 40, lett.b-bis del DL 30.09.2005 n. 203, convertito dalla legge 2.12.2005 n. 248) di procedere all’esecuzione immobiliare quando l’ammontare complessivo del credito (condizione sub comma 1) o il valore del bene da espropriare (condizione sub comma 2), non superino 8000 euro. Ed essendo in ogni caso l’ipoteca strumentale all’esecuzione forzata immobiliare, quando questa è preclusa, non può non essere inibita anche la costituzione del diritto reale di garanzia.
Nella specie la Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato da Equitalia Polis, condannata al pagamento delle spese legali, che aveva fatto scattare l’ipoteca sull’immobile di un contribuente di Castellamare di Stabia per sanzioni non incassate pari a 916 euro.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civle, sez. unite, 22 febbraio 2010, n. 4077