Astensione del Pubblico ministero in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto.

Cassazione civile, sez. unite, 5 dicembre 2012, n. 21853

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Nel naturale sviluppo di quanto di recente affermato con riguardo al magistrato che esercita le funzioni civili, le Sezioni Unite hanno stabilito che l’obbligo di astensione del pubblico ministero, rilevante in sede disciplinare, sussiste, per effetto dell’art. 323 cod. pen. e nonostante la diversa lettera dell’art. 52 cod. proc. pen., in tutte le ipotesi che configurano oggettivamente un conflitto di interessi, così come è previsto per i giudici dall’art. 36 cod. proc. pen., dal momento che l’equiparazione, a questi fini, tra obblighi del giudice e del p.m. affonda le radici nello statuto costituzionale di quest’ultimo, indispensabilmente partecipe dell’indipendenza del giudice e sottratto all’influenza dell’esecutivo.

Massima tratta da: Massimario della Corte di Cassazione

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. unite, 5 dicembre 2012, n. 21853

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