Omessa diagnosi carcinoma e risarcimento del danno alla persona

Cassazione civile, sez. III, 18 settembre 2008, n. 23846

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 Omessa diagnosi carcinoma e risarcimento del danno alla persona

Omessa diagnosi carcinoma o processo morboso comunque mortale e risarcimento del danno alla persona.

L’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale (quale può essere – come nel caso di specie – un carcinoma) sul quale sia possibile intervenire soltanto con un intervento palliativo, che pertanto non esclude ma solamente posticipa il successivo verificarsi dell’evento mortale, integra l’esistenza di un danno risarcibile alla persona, sotto un triplice profilo:
a) Per il fatto che il paziente, non avendo potuto fruire del detto intervento, ha dovuto sopportare le conseguenze del processo morboso e particolarmente il dolore, posto che la tempestiva esecuzione dell’intervento palliativo avrebbe potuto, sia pure senza la risoluzione del processo morboso, alleviare le sue sofferenze.
b) Per il fatto che, il verificarsi anzitempo, prima del suo normale decorso, dell’esito definitivo e mortale del processo morboso ha determinato per il paziente sia la perdita della chance di conservare durante quel decorso una migliore qualità di vita sia la perdita della chance di vivere alcune settimane o alcuni mesi di più rispetto a quelli poi vissuti.
c) Perché di fatto viene negato al paziente, oltre che di essere messo nelle condizioni per scegliere “che fare” nell’ambito di quello che la scienza medica suggerisce per garantire la fruizione della salute residua fino all’esito infausto, anche di essere messo in condizione di programmare il suo essere persona e, quindi, in senso lato l’esplicazione delle sue attitudini psico- fisiche in vista e fino all’evento mortale.