Parto anonimo: incostituzionale la norma che impedisce al figlio di cercare la madre per ottenere la revoca dell’anonimato.

Corte Costituzionale, 21 novembre 2013, n. 278

974
4.12 - 79 voti
 Parto anonimo: incostituzionale la norma che impedisce al figlio di cercare la madre per ottenere la revoca dell’anonimato.

Parto anonimo: incostituzionale la norma che impedisce al figlio di cercare la madre, che abbia dichiarato di non voler essere nominata, per ottenere la revoca di tale dichiarazione.

L’art. 30 comma 1 del D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 consente alla madre di non riconoscere il neonato e di non essere nominata nella dichiarazione di nascita che può essere resa da uno dei genitori, da un procuratore speciale, ovvero dal medico o dalla ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando, appunto, l’eventuale volontà della madre di non essere nominata.
A tutela della scelta della madre e della riservatezza della stessa, l’art. 28, 7 comma della legge 4 maggio 1983, n. 184 in tema di adozioni, così come sostituito dall’art. 177, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), prevede che l’accesso alle informazioni sui genitori naturali non sia in ogni caso consentito nei confronti della madre che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata ai sensi dell’ articolo 30, comma 1 DPR 396/2000.
La predetta norma, infatti, disciplina casi, tempi e modalità di accesso alle informazioni concernenti l’identità dei genitori biologici da parte dei genitori adottivi e dello stesso adottato, in ogni caso escludendo la possibilità di risalire alla madre che abbia scelto di non essere nominata in atto di nascita.
La Consulta, con la sentenza n. 278/2013, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 28, comma 7, della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), nella parte in cui non prevede – attraverso un procedimento, stabilito dalla legge, che assicuri la massima riservatezza – la possibilità per il giudice di interpellare la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata ai sensi dell’art. 30, comma 1, del d.P.R. 396/2000 su richiesta del figlio, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione, atteso che l’irreversibilità del segreto si pone in contrasto con gli artt. 2 e 3 Cost.

Testo integrale della sentenza:

Corte Costituzionale, 21 novembre 2013, n. 278