I crediti contributivi vantati da Cassa Forense si prescrivono in 10 anni

Cassazione civile, sez. lavoro, 18 marzo 2013, n. 6729

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 I crediti contributivi vantati da Cassa Forense si prescrivono in 10 anni

I crediti contributivi vantati da Cassa Forense si prescrivono in 10 anni se successivi alla L 247/2012. I crediti precedenti sono soggetti a prescrizione quinquennale.

Come sottolineato dalla stessa Cassa Forense in un comunicato stampa, è di recente apparso un articolo su un sito che spiega “per tutti” la legge, completamente fuorviante in tema di prescrizione dei crediti contributivi vantati da Cassa Forense.
In tale articolo, con erroneo rimando alla sentenza della Corte di Cassazione n. 13639 del 21 maggio 2019, è stato genericamente riferito che i crediti di Cassa Forense nei confronti degli avvocati vadano soggetti a prescrizione quinquennale, cosa che in realtà non è.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 13639 del 21 maggio 2019, citata in tale articolo a sostegno della propria tesi, si riferisce in realtà a contributi previdenziali riguardanti le annualità dal 1989 al 2000, come risulta evidente dalla mera lettura della motivazione della sentenza medesima, alle quali era effettivamente applicabile, ratione temporis, il termine di prescrizione quinquennale previsto dall’art. 3 della legge n. 335/1995 .

Allo stato, invece, opera l’art. 66 della L. n. 247/2012, secondo cui la disciplina in materia di prescrizione dei contributi previdenziali di cui all’art. 3 della legge 8 agosto 1995, n. 335, non si applica alle contribuzioni dovute alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense
Ne consegue che ora è nuovamente vigente in materia il primo comma dell’art. 19 della legge n. 576/1980, che stabilisce in dieci anni il termine prescrizionale per i contributi e ogni relativo accessorio dovuti dagli iscritti alla Cassa Forense.
Ed infatti, la Corte di Cassazione si è pronunciata immediatamente dopo l’entra in vigore della legge n. 247/12, con la sentenza sentenza n.6729  del 18/03/2013 chiarendo come l’art. 66 della L. n. 247 del 2012 nello stabilire che “La disciplina in materia di prescrizione dei contributi previdenziali di cui all’art. 3 l. 8 agosto 1995 n. 335 non si applica alle contribuzioni dovute alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense” non opera una interpretazione autentica della norma richiamata, atteso che nella norma non è reperibile alcun indice rivelatore dell’intenzione del legislatore di procedere ad una interpretazione autentica della disciplina del 1995, sicché la nuova normativa va applicata unicamente per il futuro nonché alle prescrizioni non ancora maturate secondo il regime precedente. (conforme in termini: Cass., n. 18953/2014), confermando, pertanto, la cogenza del termine di prescrizione decennale.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. lavoro, 18 marzo 2013, n. 6729