Il professionista iscritto alla gestione separata INPS è tenuto a versare all’Inarcassa il contributo integrativo

Cassazione civile, sez. lavoro, 18 dicembre 2017, n. 30344

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 Il professionista iscritto alla gestione separata INPS è tenuto a versare all’Inarcassa il contributo integrativo

Il professionista iscritto alla gestione separata INPS è tenuto a versare all’Inarcassa il contributo integrativo  ma ciò non determina alcuna posizione previdenziale presso Inarcassa

L’iscrizione all’Inarcassa è preclusa agli ingegneri e agli architetti che siano iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque di altra attività esercitata (art. 2, I. n. 1046/1971, la cui disposizione è stata reiterata dall’art. 21, comma 5, I. n. 6/1981 e, da ultimo, dall’art. 7, comma 5, dello Statuto Inarcassa, approvato giusta le disposizioni del decreto legislativo n. 509/1994). Costoro, conseguentemente, non sono tenuti al versamento del contributo soggettivo, bensì unicamente al versamento del contributo integrativo, dovuto da tutti gli iscritti agli albi di ingegnere e architetto, indipendentemente dall’iscrizione all’Inarcassa, nella forma di una maggiorazione percentuale che dev’essere applicata dal professionista su tutti i compensi rientranti nel volume di affari e versata alla Cassa indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore, salva ripetizione nei confronti di quest’ultimo (art. 10, I. n. 6/1981, riprodotto negli stessi termini dall’art. 5 del Regolamento di previdenza Inarcassa).
Il versamento di tale contributo, in difetto di iscrizione all’Inarcassa, non determina la costituzione di alcuna posizione previdenziale a beneficio del professionista che è tenuto a corrisponderlo: la cassa di previdenza eroga le prestazioni previdenziali esclusivamente agli iscritti (art. 3, Statuto Inarcassa) e chi è iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria non può contemporaneamente essere iscritto all’Inarcassa (cfr. da ult. Cass. n. 23687 del 2015)
Parimenti il versamento del contributo integrativo non esonera il professionista dall’iscrizione alla gestione separata INPS né ciò comporta alcuna duplicazione di contribuzione a carico del professionista, giacché il contributo integrativo, la cui istituzione si giustifica esclusivamente in relazione alla necessità dell’Inarcassa di disporre di un’ulteriore fonte di entrate con cui sopperire alle prestazioni cui è tenuta, è ripetibile nei confronti del beneficiario della prestazione professionale e dunque è in realtà posto a carico di terzi estranei alla categoria professionale cui appartiene il professionista e di cui l’Inarcassa è ente esponenziale (v. in tal senso Corte cost. n. 132 del 1984).