Il proprietario del veicolo che sia trasportato sullo stesso ha sempre diritto al risarcimento del danno.

Cassazione civile, sez. III, 30 agosto 2013, n. 19963

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Alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia (sentenza 1° dicembre 2011, Churchill Insurance/Wilkinson), la Sezione Terza della Cassazione Civile ha affermato che, sulla base del principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, il proprietario trasportato ha diritto, nei confronti del suo assicuratore r.c.a., al risarcimento del danno alla persona causato dalla circolazione non illegale del mezzo, essendo irrilevante ogni vicenda normativa interna e nullo ogni patto che condizioni la copertura del trasportato all’identità del conducente (“clausola di guida esclusiva”).
Nella fattispecie la compagina assicuratrice deduceva di essere stata erroneamente condannata a garantire il proprio assicurato in quanto, al momento del sinistro, non ancora in vigore la legge novella n. 142 del 1992, che aveva modificato il testo della L. n. 990 del 1969, art. 4. Nel testo della norma vigente ratione temporis era dunque esclusa la copertura assicurativa nei confronti del proprietario assicurato.
Il testo originario dell’articolo 4 della L. 990/69 prevedeva, infatti, che non potessero essere considerati terzi trasportati e non potessero avere diritto ai benefici derivanti dai contratti di assicurazione obbligatoria, fra gli altri, tutti coloro la cui responsabilità deve essere coperta dall’assicurazione, ivi incluso quindi il proprietario del veicolo.
Successivamente, con le modifiche introdotte nel 1992, non è considerato terzo e non ha diritto ai benefìci derivanti dal contratto di assicurazione obbligatoria il solo conducente del veicolo responsabile del sinistro.
La materia, al tempo in cui si scrive, è regolata nei medesimi termini, dall’art. 129 del Codice delle Assicurazioni, d.lgs. 209/2005.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. III, 30 agosto 2013, n. 19963