Prova testimoniale: valutazione delle dichiarazioni della persona offesa dal reato.

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Come già la Suprema Corte ha avuto modo di rilevare (Cass. pen, sez. VI, 3 giugno 2004, n. 33162) in tema di valutazione della prova testimoniale, le dichiarazioni rese dalla persona offesa possono essere assunte, anche da sole come prova della responsabilità dell’imputato purché sottoposte a indagine positiva circa la loro attendibilità.
«Infatti, alle dichiarazioni indizianti della persona offesa non è indispensabile applicare le regole di cui all’art. 192 c.p.p., commi 3 e 4 che richiedono la presenza di riscontri esterni.
Tuttavia, considerato l’interesse di cui la parte offesa è portatrice, soprattutto quando essa è costituita parte civile, più accurata deve essere la valutazione e più rigorosa la relativa motivazione ai fini del controllo d’attendibilità rispetto al generico vaglio cui vanno sottoposte le dichiarazioni di qualsiasi testimone: in tale ottica, può concretamente apparire opportuno procedere al riscontro di tali dichiarazioni con altri elementi»
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