Quando la ex moglie può conservare il cognome del marito

Cassazione civile, sez. I, 8 febbraio 2019, n. 3869

459
4.79 / 5 - 79 voti
 Quando la ex moglie può conservare il cognome del marito

La ex moglie può conservare il cognome del marito aggiunto al proprio solo in via eccezionale e se sussiste un interesse meritevole di tutela suo o dei figli

L’art. 5 co. 3 della legge sul divorzio (L. n. 898/1979), stabilisce che “il Tribunale, con la sentenza con cui pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, può autorizzare la donna che ne faccia richiesta a conservare il cognome del marito aggiunto al proprio quando sussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela”.
Di regola quindi non è ammessa la conservazione del cognome del marito dopo la sentenza di divorzio, salvo casi eccezionali.
La Cassazione, con sentenza n. 3869/2019, riconferma detto principio, affermando che “la valutazione della ricorrenza delle circostanze eccezionali che consentono l’autorizzazione all’utilizzo del cognome del marito è rimessa al giudice del merito giacché, di regola, non è ammissibile conservare il cognome del marito dopo la pronuncia di divorzio, salvo che il giudice di merito, con provvedimento motivato e nell’esercizio di poteri discrezionali, non disponga diversamente”.
Il libero apprezzamento delle circostanze eccezionali da parte del giudice di prime cure, è dunque dirimente.
Di certo non potrà ritenersi “meritevole di tutela”, la volontà di mantenere il cognome solo per godere di specifici benefici e privilegi sociali legati all’estrazione sociale dell’ex coniuge, mercificando così il contenuto esistenziale di tale interesse.
Il criterio di valutazione deve attenersi ad interessi privati e preminenti della persona, che possono assumere rilievo in tal senso, come quelli che riguardano la salute, la vita professionale e gli affari (sul tema, cfr. Cass. n. 21706 del 26.10.2015), scongiurando così un pregiudizio per il coniuge che non acconsenta al mantenimento del proprio cognome dopo il divorzio e che intenda ricreare una propria vita privata e familiare, anche a norma dell’art. 8 Cedu.