Nei rapporti individuali d’utenza non trova applicazione l’art 33 d. lgs. 80/1998. La competenza è del giudice ordinario.

Cassazione civile, sez. unite, 2 marzo 2006, n. 4584

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La domanda con la quale l’utente del servizio pubblico di erogazione dell’acqua, contestando l’importo preteso per la fornitura dal gestore del servizio in base ad una determinata tariffa, ne richieda la riduzione in applicazione di una diversa tariffa, introduce una controversia relativa al rapporto individuale di utenza, e spetta pertanto alla giurisdizione del giudice ordinario.
Sebbene, infatti, nel regime scaturito dalla dichiarazione d’illegittimità costituzionale dell’art. 33 d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80, come sostituito dalla legge 205/2000, sia venuta meno l’espressa esclusione di tali controversie dall’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di pubblici servizi, tale esclusione va confermata e ribadita, in quanto la Corte costituzionale, nel ridefinire l’ambito della predetta giurisdizione esclusiva, ha precisato che questa postula l’inerenza della controversia ad una situazione di potere della p.a., laddove la controversia avente ad oggetto rapporti individuali di utenza non vede coinvolta la p.a. come autorità.
Né la giurisdizione del GA è configurabile per il fatto che la controversia investe l’atto amministrativo generale con il quale sono determinatele tariffe per i vari tipi di utenze, atteso che al riguardo viene in rilievo il potere del GO , ai sensi dell’art. 5 legge 2248/1865, all. E, di disapplicare gli atti amministrativi illegittimi,la cui efficacia condizioni l’esistenza ed il contenuto del diritto sostanziale costituente l’oggetto del processo.

Massima tratta da: Massimario della Corte di Cassazione