È reato entrare senza consenso nel profilo facebook del partner

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È reato entrare senza consenso nel profilo facebook del partner anche se le credenziali di accesso sono state acquisite in maniera legittima

Risponde del reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, ex art. 615 ter c.p., il partner geloso che si introduce sul profilo Facebook senza autorizzazione del proprietario dell’account.
Così, con sentenza n. 290/2018 la Corte di Cassazione richiamando precedenti pronunce in merito, ha affermato che “l’accesso abusivo ad un sistema informatico sussiste qualora si acceda ad un profilo Facebook di un’altra persona conoscendone nome utente e password, senza che tale accesso sia autorizzato dal proprietario dell’account”.
L’art. 615 ter c.p. viene collocato tra i delitti contro l’inviolabilità del domicilio della persona ex art. 14 Cost. (nello specifico, il domicilio informatico), considerando che i sistemi informatici rappresentano oramai una proiezione virtuale dei luoghi di dimora dell’individuo, intesi non più solamente nella loro materialità, ma anche come proiezione spaziale della libertà di ognuno.
L’accesso è dunque ritenuto abusivo ogniqualvolta si attui una condotta in contrasto con la manifesta volontà del soggetto titolare delle credenziali, senza che lo stesso abbia fornito l’autorizzazione ad accedervi.
A nulla conta sapere che il marito o la moglie gelosa abbia fornito precedentemente le credenziali di accesso, dovendosi invero valutare la volontà concreta ed attuale del titolare dell’account di permettere l’accesso, al fine di renderlo legittimo.
(Nel caso di specie, la Suprema Corte ha condannato un marito che, entrato nel profilo Facebook della moglie con credenziali comunicategli dalla stessa prima della crisi, aveva fotografato una chat privata producendola nella causa giudiziale di separazione e le aveva modificato la password, impedendole di accedere al profilo).