Relata di notifica a mezzo PEC priva di firma digitale

Cassazione civile, sez. VI, 14 marzo 2017, n. 6518

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 Relata di notifica a mezzo PEC priva di firma digitale

In tema di notificazioni eseguite a mezzo PEC ai sensi della Legge 21 gennaio 1994, n. 53 deve essere respinta la tesi della inesistenza, nullità o inammissibilità dell’atto notificato (nella fattispecie del ricorso per cassazione) nel caso in cui la relata di notifica sia priva di firma digitale.
La mancanza, nella relata, della firma digitale dell’avvocato notificante non è causa d’inesistenza dell’atto, potendo la stessa essere riscontrata attraverso altri elementi di individuazione dell’esecutore della notifica, come la riconducibilità della persona del difensore menzionato nella relata alla persona munita di procura speciale per la proposizione del ricorso.
Quel che rileva è che il documento notificato sia stato diretto inequivocabilmente dalla casella PEC dell’avvocato del ricorrente a quella del difensore avversario, senza che abbia limitato i diritti difensivi della parte ricevente.
La Suprema Corte ha già avuto modo di stabilire che il difetto della firma non è causa di inesistenza dell’atto, ed ha anzi affermato la surrogabilità di quella prescrizione attraverso altri elementi capaci di far individuare l’esecutore dell’atto (cfr. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 10272 del 2015).
Vale dunque anche nel caso delle alle notifiche a mezzo PEC il principio, sancito in via generale dall’art. 156 c.p.c., secondo cui la nullità non può essere mai pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato, principio che vale anche per le notificazioni, per le quali la nullità non può essere dichiarata tutte le volte che l’atto, malgrado l’irritualità della notificazione, sia venuto a conoscenza del destinatario.

Art. 156 cod. proc. civ.
Rilevanza della nullità.

Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullità non è comminata dalla legge.
Può tuttavia essere pronunciata quando l’atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo.
La nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. VI, 14 marzo 2017, n. 6518