Resistenza a pubblico ufficiale in concorso con il reato di lesioni

Cassazione penale, sez. VI, 7 luglio 2008, n. 27703

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 Resistenza a pubblico ufficiale in concorso con il reato di lesioni

Il delitto di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 cod.pen.) assorbe soltanto quel minimo di violenza che si concreta nelle percosse, non già quegli atti che, esorbitando da tali limiti, siano causa di lesioni personali.
In quest’ultima ipotesi, il delitto di lesioni, stante il suo carattere autonomo, concorre con quello di resistenza a pubblico ufficiale, con l’effetto che, se l’atto di violenza con il quale l’agente ha prodotto consapevolmente le lesioni non sia fine a se stesso ma venga posto in essere allo scopo di resistere al pubblico ufficiale, si realizza il presupposto per la sussistenza dell’aggravante della connessione ideologica di cui all’art. 61, n. 2, cod. pen..