La responsabilità del custode ex art. 2051 cod. civ. sussiste anche se si tratta di cose non pericolose.

Cassazione civile sez. VI, 5 settembre 2016 n. 17625

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 La responsabilità del custode ex art. 2051 cod. civ. sussiste anche se si tratta di cose non pericolose.

La responsabilità del custode ex art. 2051 cod. civ. sussiste anche se si tratta di cose non pericolose. La pericolosità della cosa inerte è solo un indizio dal quale risalire, ex art. 2727 c.c., alla prova del nesso di causa ma, quando il nesso di causa tra la cosa in custodia e il danno è positivamente accertato (come nella specie, relativa ad una caduta provocata dal manto stradale sconnesso), non è più necessario stabilire se la cosa stessa fosse pericolosa o meno.
Una volta accertata l’esistenza d’un nesso di causa tra la cosa in custodia e il danno, è onere del custode – per sottrarsi alla responsabilità di cui all’art.2051 c.c. – provare la colpa esclusiva o concorrente del danneggiato (che può desumersi anche dalla agevole evitabilità del pericolo) o il caso fortuito, mentre deve escludersi che la vittima, una volta provato il nesso di causa, per ottenere la condanna del custode debba anche provare la pericolosità della cosa.
Ne deriva che anche il proprietario di cose non pericolose risponde ex art.2051 c.c., una volta appurato un valido nesso di causa tra cosa e danno.