L’impugnazione del provvedimento di revisione della patente di guida emesso dal direttore dell’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.

Cassazione civile, sez. unite, 15 marzo 2007, n. 5979

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 L’impugnazione del provvedimento di revisione della patente di guida emesso dal direttore dell’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.

La S.C, in conformità con l’opinione già espressa in materia (SS.UU., 7.2.06 n. 2518;Sez. 1^, 12.1.00 n. 276), ha ribadito che l’impugnazione del provvedimento di revisione della patente di guida emesso dal direttore dell’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, essendo un provvedimento la cui adozione è rimessa alla discrezionalità della P.A.
A nulla rileva il fatto che il provvedimento con il quale è stata disposta la revisione della patente di guida si sia originato, come nel caso di specie, dall’accertamento d’un’infrazione al C.d.S. nel corso della quale, in conseguenza dei fatti contestati dai Carabinieri, si è ritenuto dubbio il persistente possesso dei prescritti requisiti psicofisici e di idoneità tecnica.
La revisione della patente di guida ex art. 128 C.d.S. non rappresenta in alcun modo una sanzione, né principale né accessoria, suscettibile, in quanto tale, d’impugnazione innanzi all’autorità giudiziaria ordinaria con lo speciale procedimento oppositorio di cui alla Legge 689 del 1981, art. 22.
Essa costituisce provvedimento amministrativo, la cui adozione è rimessa alla discrezionalità della P.A. che ha la facoltà di disporre un nuovo accertamento, al fine di verificare la persistenza, in capo al soggetto preso in considerazione, dei requisiti e dell’idoneità necessari all’esercizio della guida, così che abbiano a garantirsi la sicurezza del traffico stradale e l’incolumità dei cittadini e dello stesso soggetto.
«Trattasi, dunque, d’esercizio di poteri che implica valutazioni d’ordine tecnico e discrezionali effettuate in funzione della tutela d’interessi collettivi, l’apprezzamento sulla legittimità del quale è rimesso all’esclusiva competenza del Giudice amministrativo».