Presupposti per la revoca dell’atto amministrativo. Risarcimento.

Consiglio di Stato, sez. VI, 27 novembre 2012, n. 5993

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Ai sensi dell’art. 21 quinquies della legge n. 241/1990, la legittimità della revoca dell’atto amministrativo è ancorata a tre presupposti tra loro alternativi: aè ancorata a tre presupposti tra loro alternativi:
a) la sopravvenienza di motivi di pubblico interesse;
b) il mutamento della situazione di fatto;
c) una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario.
(cfr. Consiglio di Stato, sez. III, 13 aprile 2011, n. 2291 e sez. V, 5 luglio 2011, n. 4028)
La revoca di provvedimenti amministrativi è ammissibile non solo in caso di sopravvenuto mutamento della situazione di fatto, ma anche in conseguenza di una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, e cioè di una diversa e più attenta considerazione della situazione preesistente all’atto revocato ed in relazione a circostanze non prese in considerazioni al momento della adozione dello stesso (c.d. jus poenitendi).
Il mutamento della situazione da regolare, determinato dallo scorrere del tempo e dalla connessa nuova valutazione dell’interesse pubblico originario o sopravvenuto, è quindi elemento che l’Amministrazione può motivatamente e legittimamente prendere in considerazione per addivenire ad una nuova determinazione con effetti anche su atti negoziali, rispetto ai quali le conseguenze sono di carattere meramente indennitario, secondo le regole poste dalla norma citata e nei limiti del solo danno emergente.

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