È legittima la revoca dell’autorizzazione all’apertura di un grande centro commerciale a seguito dell’annullamento della relativa concessione edilizia.

Consiglio di Stato, sez. V, 8 luglio 2008, n. 3398

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Nella giurisprudenza amministrativa va sempre più affermandosi il principio secondo cui le materie dell’urbanistica e del commercio sono strettamente collegate, anche se concernono poteri dell’amministrazione posti a tutela di interessi di diversa natura con provvedimenti caratterizzati da funzioni tipiche e distinte.
In particolare nel caso in esame, che riguarda la revoca dell’autorizzazione per l’apertura di un grande centro commerciale fatta seguire all’annullamento d’ufficio della concessione edilizia per la realizzazione di una grande struttura di vendita, per violazione della convenzione stipulata sulle opere di urbanizzazione, tale correlazione è ancora più stretta, giacché in base all’art. 17 della Legge Regionale Veneto n. 37/99 (concernente “Norme di programmazione per l’insediamento di attività commerciali nel Veneto”), la concessione edilizia si configura come un presupposto imprescindibile per il rilascio delle autorizzazioni commerciali per le grandi strutture di vendita.
Segnatamente la norma richiamata subordina il rilascio della autorizzazione commerciale per l’aperture delle grandi strutture di vendita alle deliberazioni della conferenza di servizi, alla quale partecipano i rappresentanti dei comuni che devono rilasciare l’autorizzazione, rappresentanti della Regione e delle Provincia.
I criteri stabiliti dalla conferenza di servizi, riguardando profili strutturali dell’esercizio commerciale, devono trovare riscontro nella concessione edilizia rilasciata per la realizzazione della struttura, di tal che la concessione edilizia si presenta come un necessario presupposto, in base alla norma esaminata, per ottenere l’autorizzazione commerciale.
Ne deriva che l’autorizzazione commerciale per le grandi strutture di vendita intanto può essere assentita in quanto vi sia una concessione edilizia che rispetti i criteri stabiliti dalla conferenza di servizi, viceversa, in mancanza della concessione edilizia non vi può essere autorizzazione.
Ne deriva che, a seguito dell’annullamento della concessione edilizia, indipendentemente dalle ragioni che ne hanno determinato il suo venir meno, è venuto meno anche il necesario presupposto per il rilascio dell’autorizzazione commerciale.