Appalti pubblici. Non è revocabile l’offerta prima della scadenza del termine minimo di sua efficacia.

Consiglio di Stato, sez. V, 19 aprile 2007, n. 1786

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 Appalti pubblici. Non è revocabile l’offerta prima della scadenza del termine minimo di sua efficacia.

Dovendosi garantire la trasparenza in sede di determinazione della soglia di anomalia, qualora la lex specialis di gara preveda un termine minimo di durata dell’efficacia dell’offerta, illegittimamente la Stazione Appaltante consente prima della scadenza di detto termine la revoca di una delle offerte proposte.
Si riporta dalle motivazioni in sentenza il seguente passaggio:
«La previsione nel bando di un termine di efficacia dell’offerta presentata di durata certa, stabilita preventivamente, e non più manovrabile per effetto di eventuali accordi tra partecipanti, come tali ormai individuati, ovvero ad opera della stessa commissione aggiudicatrice, risponde anche ad un’evidente esigenza di trasparenza delle pubbliche gare, idonea, a seconda dei casi, a non alterare il calcolo delle medie ovvero, come nella specie, la soglia di anomalia. E quest’esigenza è tanto più sentita in ipotesi, come quella per cui è causa, di possibile esclusione automatica per anomalia, senza contraddittorio.
Pertanto, la disposizione in questione, vera e propria lex specialis della gara, come tale prevalente su ogni altra disposizione di legge non incompatibile, non poteva essere disattesa nella sostanza, ammettendo, come in effetti in concreto è avvenuto, la revoca di un’offerta prima dello scadere del suddetto termine di 180 giorni.»