Risarcimento danno minorenni, quando occorre l’autorizzazione del giudice tutelare

Cassazione civile, sez. III, 23 marzo 2018, n. 7255

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 Risarcimento danno minorenni, quando occorre l’autorizzazione del giudice tutelare

Risarcimento danno minorenni: l’autorizzazione del giudice tutelare per procedere in giudizio o transigere una controversia dipende dall’entità del danno

Non sempre è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare per procedere in giudizio o definire in via transattiva una controversia relativa al risarcimento del danno patito da un minorenne. A tal fine occorre avere riguardo all’entità del danno patito per cui se è suscettibile di incidere sulla vita presente o futura del minore è richiesta l’autorizzazione del giudice tutelare.

«La transazione avente ad oggetto la controversia relativa al risarcimento del danno, stipulata dal genitore nell’interesse del figlio minore, costituisce atto di straordinaria amministrazione quando abbia ad oggetto un danno che, per la sua natura e la sua entità, possa incidere profondamente sulla vita presente e futura del minore danneggiato. In questo caso è necessaria, per la validità della transazione, l’autorizzazione del giudice tutelare ex. art. 320 c.c.».
In tal senso si è pronunciata la Cassazione nella sentenza del 22 maggio 1997, n. 4562 relativamente ad una fattispecie in cui l’accordo transattivo, riferito ad una pretesa risarcitoria, si prospettava con una incidenza economica di rilevante gravità, potendo in concreto modificare la vita presente e futura del minore, leso nel bene primario della salute, e implicando una valutazione complessa e difficile del pregiudizio ( in senso conforme Cass. 13 aprile 2010, n. 8720).
Secondo Cassazione civile 13 aprile 2010, n. 8720, ai fini del giudizio in ordine alla necessità dell’autorizzazione del giudice tutelare, deve tenersi conto del divario fra quanto richiesto per il danno subito dal minore e quanto transatto.
Più in generale, secondo anche la costante giurisprudenza di merito, l’azione di risarcimento danni esercitata dai genitori nell’interesse del minore va inquadrata tra gli atti di ordinaria amministrazione che ex art. 320 c.c. che non richiedono l’autorizzazione del giudice tutelare in quanto si tratta di atti che si limitano a conservare, fruttificare e a migliorare il patrimonio dell’amministrato. Diversamente sono da considerare atti di straordinaria amministrazione gli atti che incidono sul patrimonio modificandone entità e consistenza (Tribunale Roma sez. XII, 09/09/2013, n.17919).