Decesso per sinistro stradale: anche il coniuge separato ha diritto al risarcimento del danno per la perdita dell’ex moglie

Cassazione civile, sez. III, 17 gennaio 2013, n. 1025

892
0.00 / 5 - 0 voti

La Cassazione ha ritenuto che l’avvenuta separazione personale non rappresenti di per sé una causa ostativa al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente alla morte dell’ex coniuge, “purché si accerti che l’altrui fatto illecito (nella specie il sinistro stradale causa del decesso) abbia provocato nel coniuge superstite quel dolore e quelle sofferenze morali che solitamente si accompagnano alla morte di una persona più o meno cara”. Affinché sia accordato il risarcimento del danno è pertanto necessario verificare in concreto che l’evento morte abbia determinato un pregiudizio rilevante in capo all’ex coniuge, che non può aprioristicamente ritenersi insussistente solo perché non vi sia più un progetto di vita comune tra la vittima e il medesimo. Nel caso in esame la Cassazione, ai fini della legittimità della richiesta di risarcimento del danno patito dall’ex coniuge, ha accertato la permanenza di un vincolo affettivo particolarmente intenso con la vittima sulla base di alcuni determinanti elementi fattuali già presi in considerazione dai giudici di merito, quali, ad esempio, “il breve lasso di tempo intercorso dalla frattura della vita coniugale” e la presenza di un figlio all’epoca minorenne.
La Corte però, considerato “il dato obiettivo della separazione” e della “cessata convivenza”, ha respinto il ricorso del marito teso ad ottenere un risarcimento del danno maggiore rispetto a quello liquidato dalla Corte territoriale (25.000 euro, in luogo della somma di 84.000 attribuita dal giudice di primo grado).