Indennizzabile l’infortunio al dipendente anche nelle ipotesi di cosiddetto rischio improprio.

Consiglio di Stato, sez. VI, 4 febbraio 2010 n. 514

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Con la decisione n. 514 del 4 febbraio 2010 il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’indennizzabilità dell’infortunio occorso al dipendente anche nell’ipotesi di rischio improprio, non intrinsecamente connesso, cioè, allo svolgimento delle mansioni tipiche del lavoro, ma insito in un’attività prodromica e strumentale allo svolgimento delle suddette mansioni e, comunque, ricollegabile al soddisfacimento di esigenze lavorative.
Ciò sull’assunto che in simili ipotesi deve considerarsi irrilevante l’eventuale carattere meramente occasionale di detto rischio, dal momento che il carattere di normalità o tipicità del rischio protetto va ritenuto estraneo alla nozione legislativa di occasione di lavoro.
Ne consegue che, in questi casi, l’occasione di lavoro è configurabile anche nell’ipotesi di incidente occorso durante la deambulazione all’interno del luogo di lavoro. È tuttavia pur sempre necessario, ha chiarito il Collegio, che la caduta sia ricollegabile a situazioni rinvenibili nell’ambiente di lavoro o nelle modalità della prestazione lavorativa, come è dato per esempio registrare quando l’infortunio si sia verificato a causa della pavimentazione insidiosa dei locali che il dipendente è costretto a percorrere a cagione e per l’espletamento della sua attività professionale. Occorre però che tali circostanze siano provate da chi richiede il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, cosa non avvenuta nel caso sottoposto al Collegio, in cui il ricorrente non aveva dimostrato, né allegato, che le scale ove si verificò l’infortunio fossero in condizioni tali da rendere insicuro il transito delle persone, circostanza che d’altronde non può certamente essere desunta in modo automatico dall’assenza di dispositivi antisdrucciolo. Ed infatti, in assenza di particolari fonti di pericolo (gradini consunti, resi scivolosi dall’uso o dalla presenza di particolari sostanze, presenza eccezionale di ostacoli, ecc.), deve ritenersi sufficiente un livello assolutamente minimo di attenzione per evitare ogni tipo di lesione, sicché va esclusa la dipendenza dell’infortunio da un rischio specifico, pure inteso in senso esteso.
Avv. Dario Immordino

Massima tratta da: Laprevidenza.it