Il ritardo di oltre un anno nel deposito della sentenza non comporta responsabilità oggettiva del magistrato

Cassazione civile, sez. unite, 9 novembre 2018, n. 28649

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 Il ritardo di oltre un anno nel deposito della sentenza non comporta responsabilità oggettiva del magistrato

Il ritardo di oltre un anno nel deposito dei provvedimenti giudiziari non comporta responsabilità oggettiva dell’incolpato ma incide sulla giustificazione richiestagli che dovrà essere più seria, specifica e rigorosa tanto più gravi sono i ritardi.

«In tema di responsabilità disciplinare del magistrato del D.Lgs. n. 109 del 2006, ex art. 2, lett. q), ricorre l’esimente della giustificabilità del ritardo reiterato nel deposito dei provvedimenti oltre la soglia di illiceità prevista dalla norma ove l’attività lavorativa dell’incolpato risulti inesigibile con riferimento alla gravosità del complessivo carico di lavoro, alla qualità dei procedimenti trattati e definiti, agli indici di laboriosità ed operosità comparati con quelli degli altri magistrati dell’ufficio, nonché allo sforzo profuso per l’abbattimento dell’arretrato, anche in relazione alla sussistenza ed entità di impegni aggiuntivi di tipo amministrativo od organizzativo (cfr. Cass. Sez. U. 19/09/2017 n. 21624). La durata ultrannuale dei ritardi nel deposito dei provvedimenti giudiziari non comporta, infatti, una responsabilità oggettiva dell’incolpato ed incide sulla giustificazione richiestagli. Questa deve riguardare l’arco temporale durante il quale l’inerzia si è protratta e deve essere tanto più seria, specifica, rigorosa e pregnante tanto più gravi sono i ritardi. Deve essere provato che, nell’intervallo temporale esaminato, non sarebbero stati possibili diversi comportamenti di organizzazione e impostazione del lavoro idonei a scongiurarli o, comunque, a ridurne la patologica dilatazione (cfr. Cass. Sez. U. 29/07/2016 n. 15813)».

Massima tratta da: Estratto della sentenza

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. unite, 9 novembre 2018, n. 28649