Le cause aventi ad oggetto la parcella dell’avvocato vanno trattate con rito sommario

Cassazione civile, sez. II, 17 maggio 2017, n. 12411

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 Le cause aventi ad oggetto la parcella dell’avvocato vanno trattate con rito sommario

Le cause aventi ad oggetto la parcella dell’avvocato vanno trattate con rito sommario anche nell’ipotesi in cui la domanda non sia limitata al quantum ma riguardi l’an della pretesa.

Le controversie per la liquidazione degli onorari e dei diritti dell’avvocato in materia giudiziale civile, così come l’opposizione proposta a norma dell’articolo 645 del codice di procedura civile contro il decreto ingiuntivo riguardante onorari, diritti o spese spettanti ad avvocati per prestazioni giudiziali, soggiacciono al rito di cui al D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, anche nell’ipotesi in cui la domanda non sia limitata al quantum, ma riguardi l’an della pretesa.
L’ordinanza che definisce il procedimento di cui all’articolo 14 del d.lgs. n. 150 del 2011 non è appellabile, e può quindi essere impugnata con ricorso straordinario per cassazione, anche nell’ipotesi in cui la controversia abbia ad oggetto l’esistenza, e non solo la quantificazione, del credito dell’avvocato.
L’art. 14 citato, al comma 2, espressamente dispone che “è competente l’ufficio giudiziario di merito adito per il processo nel quale l’avvocato ha prestato la propria opera. Il tribunale decide in composizione collegiale”.
Come già stabilito dalle Sezioni Unite “le controversie in tema di liquidazione dei compensi dovuti agli avvocati per l’opera prestata nei giudizi davanti al tribunale, ai sensi della L. 13 giugno 1942, n. 794, artt. 28, 29 e 30, rientrano fra quelle da trattare in composizione collegiale, in base alla riserva prevista per i procedimenti in camera di consiglio dall’art. 50 bis c.p.c., comma 2, come peraltro confermato dal D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 14, comma 2, per i procedimenti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dello stesso”.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. II, 17 maggio 2017, n. 12411