Amministrazione di sostegno: sceglie il giudice e non il beneficiando sia l’amministratore che la personalizzazione della misura.

Cassazione civile, sez. I, 25 ottobre 2012, n. 18320

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La valutazione della congruità e conformità del contenuto dell’amministrazione di sostegno alle specifiche esigenze del beneficiario appartiene all’apprezzamento del giudice di merito, il quale deve tenere conto essenzialmente del tipo di attività che deve essere compiuta per conto dell’interessato, della gravità e durata della malattia o della situazione di bisogno in cui versa l’interessato, nonché di tutte le altre circostanze caratterizzanti la fattispecie, nel senso che l’ambito dei poteri dell’amministratore debba puntualmente correlarsi alle caratteristiche del caso concreto.
Inoltre non costituisce condizione necessaria per l’applicazione di tale misura la circostanza che il beneficiario abbia chiesto o accettato il sostegno ovvero abbia indicato la persona da nominare o i bisogni concreti da soddisfare, gli artt. 407 e 410 c.c. non attribuiscono infatti al dissenso del beneficiario una efficacia paralizzante ai fini dell’attivazione della misura dell’amministrazione di sostegno.
Il giudice può quindi validamente discostarsi dalle indicazioni ricevute e nominare quale amministratore di sostengo una persona diversa da quella indicata nel ricorso, così come calibrare i poteri ad essa conferiti nella maniera che ritiene maggiormente opportuna e ciò anche discostandosi dalle indicazioni offerte dal ricorrente.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. I, 25 ottobre 2012, n. 18320

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