Sciopero avvocati illegittimo nei processi in cui l’imputato è detenuto

Corte Costituzionale, 27 luglio 2018, n.180

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 Sciopero avvocati illegittimo nei processi in cui l’imputato è detenuto

Sciopero avvocati illegittimo nei processi in cui l’imputato è detenuto o si trova in custodia cautelare

È stata dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 2-bis della legge 13 giugno 1990, n. 146 (Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge), nella parte in cui consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati – adottato in data 4 aprile 2007 dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) e da altre associazioni categoriali (UCPI, ANF, AIGA, UNCC), nel regolare, all’art. 4, comma 1, lettera b), l’astensione degli avvocati nei procedimenti e nei processi in relazione ai quali l’imputato si trovi in stato di custodia cautelare, interferisca con la disciplina della libertà personale dell’imputato.
La disposizione censurata viola la riserva di legge posta dall’art. 13, quinto comma, Cost. nella parte in cui consente al codice di autoregolamentazione di interferire nella disciplina nella libertà personale. Interferenza consistente nella previsione che l’imputato sottoposto a custodia cautelare possa richiedere o meno, in forma espressa, di procedere malgrado l’astensione del suo difensore, con l’effetto di determinare o meno la sospensione, e quindi il prolungamento, dei termini massimi (di fase) di custodia cautelare.

Testo integrale della sentenza:

Corte Costituzionale, 27 luglio 2018, n.180