Se il semaforo è difettoso, malfunzionante e genera segnali contraddittori, l’ente pubblico cui ne spetta la manutenzione e gestione risponde in caso di sinistro.

Cassazione penale, sez. III, 8 agosto 2013, n. 18916

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«Costituisce insidia o trabocchetto per gli utenti della strada, tale da rendere la P.A. – cui ne spetta la gestione e la manutenzione – responsabile dei fatti lesivi, quella costituita da segnali erronei o contraddittori nel caso ponga gli utenti nella impossibilità di discernere tempestivamente il segnale valido, e di regolare, di conseguenza, la propria condotta di guida. Il funzionamento di un impianto semaforico può – pertanto – dare luogo a responsabilità dell’amministrazione tutte le volte che tale funzionamento sia difettoso per erroneità o contraddittorietà dei segnali, e così viene a realizzarsi una situazione di insidia nel caso in cui il semaforo segni verde per i veicoli provenienti da una direzione di marcia, e proietti luce intermittente o non proietti alcuna luce – perchè spenta – per i veicoli provenienti da altra direzione di marcia». Cass. n. 9915/1998
«Ricorre una situazione di insidia nel caso di impianto semaforico che, ad un incrocio stradale, segni verde per i veicoli provenienti da una data direzione di marcia e proietti luce intermittente ovvero nessuna luce per i veicoli provenienti dalla direzione di marcia perpendicolare rispetto alla prima, sussistendo entrambi gli elementi che detta situazione presuppone, cioè quello oggettivo della non visibilità del pericolo e quello soggettivo della non prevedibilità di esso. Deve pertanto affermarsi la responsabilità dell’ente cui spetta la manutenzione e gestione della strada per la collisione fra i veicoli verificatasi ad un incrocio munito di semaforo ove ne risulti il difettoso funzionamento, nel senso sopra indicato, con la conseguenza di aver impedito al conducente del veicolo, nella cui direzione non era proiettato alcun segnale luminoso, di discernere nell’approssimarsi all’incrocio, il segnale semaforico verde esistente nella direzione di marcia percorsa dall’altro veicolo e di regolare la sua condotta di guida in conformità». (Cass. n. 803/1991)

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