Può conseguire il licenziamento alla sentenza di patteggiamento?

Cassazione civile, sez. lavoro, 9 dicembre 2015, n. 24828

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 Può conseguire il licenziamento alla sentenza di patteggiamento?

Nel caso in cui una disposizione del contratto collettivo faccia riferimento alla sentenza penale di condanna passata in giudicato come fatto idoneo a consentire il licenziamento senza preavviso, il giudice di merito può, nell’interpretare la volontà delle parti collettive espressa nella clausola contrattuale, ritenere che gli agenti contrattuali, nell’usare l’espressione “sentenza di condanna”, si siano ispirati al comune sentire che a questa associa la sentenza c.d. “di patteggiamento” ex art. 444 c.p.p., atteso che in tal caso l’imputato non nega la propria responsabilità, ma esonera l’accusa dall’onere della relativa prova in cambio di una riduzione di pena.
Siffatta equiparazione della sentenza di condanna alla sentenza di patteggiamento non esonera il Giudice dall’ulteriore indagine della idoneità dei fatti a ledere irrimediabilmente il vincolo di fiducia con il lavoratore, ma è anche vero che tale indagine è dovuta allorché la previsione collettiva, nel far riferimento alla “condanna passata in giudicato” condiziona comunque l’irrogazione della massima sanzione alla circostanza che “i fatti costituenti reato possano assumere rilievo ai fini della lesione del rapporto fiduciario, nell’ipotesi in cui la loro gravità in relazione alla natura del rapporto, alle mansioni, al grado di affidamento, sia tale da far ritenere il lavoratore professionalmente inidoneo alla prosecuzione del rapporto”. (cfr. Cass. 18 febbraio 2013 n. 3912)