La sentenza di proscioglimento emessa dal GIP investito della richiesta di decreto penale di condanna può essere impugnata solo con ricorso per cassazione.

Cassazione penale, sez. unite, 3 dicembre 2010, n. 43055

461
4.12 / 5 - 0 voti
 La sentenza di proscioglimento emessa dal GIP investito della richiesta di decreto penale di condanna può essere impugnata solo con ricorso per cassazione.

Le Sezioni Unite hanno ribadito, confermando un orientamento già tracciato sin dal 1993 (SS.UU. 6203/93), solo di recente disatteso dalle sez. terza (sent. n. 46646/2007 imp. Di Donna), che la sentenza di proscioglimento emessa dal g.i.p. investito della richiesta di decreto penale di condanna, può essere impugnata esclusivamente con il ricorso per Cassazione.
L’impugnabilità con il mezzo dell’appello della sentenza di proscioglimento, ex art. 459, comma 3 c.p.p. non è compatibile con il sistema delle impugnazioni, che è ispirato al criterio di tassatività dei mezzi relativi (art. 568, 1 commar c.p.p.). L’appello, continua la Corte, non ha effetti rescindenti della decisione impugnata con la conseguente prosecuzione del giudizio in sede rescissoria; in principio, il giudice di appello può concludere il giudizio di impugnazione unicamente con pronuncia di conferma o riforma della sentenza di primo grado (art. 605 c.p.p.).
La non esperibilità dell’appello, nella ipotesi in esame, si giustifica in relazione all’incompetenza funzionale del giudice di appello ad emettere decisione di annullamento della sentenza del Giudice per le indagini preliminari e contemporaneamente all’incompetenza ad emettere, nel caso di impugnazione del p.m., sentenza di condanna dell’imputato.
Il giudice di appello non può incidere sulla regiudicanda con poteri di cognizione più ampi rispetto a quelli di cui è titolare il giudice di primo grado, il quale, ai sensi dell’art. 459 cod. proc. pen., ricevuta la richiesta di emissione di decreto penale di condanna, può non accogliere la richiesta e restituire gli atti al p.m. ovvero pronunciare sentenza di proscioglimento a norma dell’art. 129.
Ne consegue che l’individuazione del mezzo di impugnazione esperibile deve fare riferimento necessariamente all’art. 568, comma 2, c.p.p., il quale, salvo le limitate eccezioni ivi specificate, dispone la ricorribilità per cassazione di tutte le sentenze.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. unite, 3 dicembre 2010, n. 43055