Separazione dei coniugi: sul difetto di giurisdizione del Giudice italiano in caso di pronuncia da parte del Giudice di altro paese europeo.

Tribunale civile di Perugia, 29 marzo 2010, n. 377

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Si segnala un’interessante sentenza resa dal Tribunale Civile di Perugia che in materia di separazione personale tra coniugi – prima pronuncia in tal senso – ha dichiarato il difetto di giurisdizione del Giudice italiano.
La ricorrente di nazionalità lituana, residente in Italia, contrasse matrimonio nel 2003 in Spagna con un cittadino spagnolo residente in Spagna. I coniugi stabilirono come domicilio coniugale “convenzionale” la città di residenza del marito in Spagna (Sort – Lleida).
Vista la crisi coniugale il marito, anteriormente alla notifica del ricorso per separazione giudiziale intentato dalla moglie in Italia, presentò ricorso per divorzio in Spagna, contenzioso il cui la moglie rimase contumace.
Il Tribunale di Perugia stante la regolarità del contraddittorio instaurato in Spagna, rilevato altresì che la moglie ha rinunciato ad interporre appello avverso la sentenza di divorzio resa dal Tribunale catalano, ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano ai sensi dell’art. 24 del Regolamento del 27.11.2003 n. 2201/2203 disciplinante i rapporti tra le autorità giurisdizionali di paesi appartenenti all’Unione Europea.
Avv. Saschia Soli

Si riporta il passaggio saliente della sentenza:
«Va preliminarmente rilevato che i rapporti tra le autorità giudiziarie della Unione Europea in tema di materia matrimoniale e responsabilità genitoriale sono regolati dal Regolamento del 27.11.2003 n. 2201/2003.
Va premesso che nel caso in esame l’autorità giudiziaria spagnola, adita preventivamente, ha dichiarato la sua giurisdizione con sentenza poi divenuta definitiva.
Ai sensi del combinato disposto degli artt. 19 e 24 del predetto Regolamento, direttamente applicabile dal giudice interno, e secondo la interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia, il giudice successivamente adito non può sindacare la dichiarazione di competenza giurisdizionale del giudice di altro stato preventivamente adito ma deve o sospendere il processo finché la competenza dell’autorità giurisdizionale preventivamente adita non sia stata accertata o dichiarare la propria incompetenza (recte il difetto di giurisdizione) – riconoscendo quella dell’autorità giudiziaria preventivamente adita – senza alcun potere discrezionale.
Secondo l’interpretazione dell’art. 19 della migliore dottrina, i concetti di litispendenza e connessione hanno una accezione più ampia di quella del diritto interno: in particolare, in campo matrimoniale rientrano nell’art. 19 anche i casi di falsa litispendenza, caratterizzata da identità soggettiva ma non oggettiva, come nei casi delle procedure di separazione e divorzio: una diversa interpretazione infatti non garantirebbe la trattazione unitaria delle cause relative alla stessa situazione matrimoniale, con il rischio di contrasto tra giudicati, essendo le discipline interne eterogenee».

Testo integrale della sentenza:

Tribunale civile di Perugia, 29 marzo 2010, n. 377