Sottrazione internazionale dei minori: non sono necessari accertamenti tecnici sulla capacità del minore che rifiuta il rimpatrio.

Cassazione civile, sez. I, 15 febbraio 2008, n. 3798

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 Sottrazione internazionale dei minori: non sono necessari accertamenti tecnici sulla capacità del minore che rifiuta il rimpatrio.

Il ricorrente ha formulato il seguente quesito
“Nel caso in cui il Tribunale per i Minorenni sia chiamato a decidere sull’esistenza dei presupposti di applicabilità dell’art. 13 lett. B) della Convenzione dell’Aja del 1980, il mancato accertamento della capacità di discernimento del minore, da effettuarsi con specifici strumenti medici, è da considerarsi violazione delle norme previste dall’art. 12 della Convenzione di New York, dell’art. 13, comma 2, della Convenzione dell’Aja del 1980 e dell’art. 6, capo b) della Convenzione di Strasburgo?”.

In relazione a tale quesito la S.C. ha formulato il seguente principio di diritto:

«L’art. 13, comma 2, della Convenzione de L’Aja del 1980 sulla sottrazione internazionale di minori riguarda un’ipotesi di esclusione dell’ordine di rimpatrio che ricorre allorché il minore vi si oppone, sempre che costui abbia raggiunto “un’età ed un grado di maturità” tali da giustificare il rispetto della sua opinione.
Nell’indagine sul raggiungimento da parte del minore di un’adeguata capacità di discernimento, al fine di esprimere una volontà idonea ad opporsi al rimpatrio, il giudice non è tenuto a procedere all’audizione del minore secondo modalità particolari, in particolare procedendo all’esperimento di una consulenza tecnica d’ufficio, purché le ragioni del rifiuto siano adeguatamente motivate».