Non è di competenza dello Sportello unico per l’Edilizia il nulla osta paesaggistico.

Consiglio di Stato, sez. IV, 30 luglio 2012, n. 4312

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Una recente pronuncia del Consiglio di Stato (sez. IV, 30 luglio 2012, n. 4312) ha negato che nell’ambito del procedimento per il rilascio del permesso di costruire l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica sia compito dell’Amministrazione comunale.

Il Consiglio di Stato ricorda infatti che un consolidato orientamento giurisprudenziale (da ultimo si veda, Cons. Stato, sez. VI, 28 dicembre 2011, nr. 6878) considera il procedimento per il rilascio del permesso di costruire, ancorché connesso, distinto da quello del nulla osta di compatibilità paesaggistica dell’intervento, avendo ad oggetto la tutela di beni diversi.

La norma di riferimento non è quindi, come sostenuto dalle appellanti, l’art. 5 del d.P.R. nr. 380 del 2001 (c.d. T.U. Edilizia), in base al quale gravano sullo Sportello unico per l’edilizia “gli incombenti necessari ai fini dell’acquisizione, anche mediante Conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14 bis, 14 ter, 14 quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, degli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai fini della realizzazione dell’intervento edilizio”, ma l’art. 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (“Codice dei beni culturali e del paesaggio”), tra l’altro norma temporalmente successiva al d.P.R. nr. 380 del 2001, che prevede l’onere dell’interessato di richiedere l’autorizzazione alla competente Soprintendenza. Lo Sportello unico per l’edilizia deve quindi acquisire ogni atto di assenso indispensabile alla realizzazione dell’intervento edilizio ma non il nulla osta paesaggistico.

Tuttavia tale lettura del dato normativo attende di essere messa al banco di prova della futura giurisprudenza poiché in contrasto con la recente modifica dell’art. 5 d.P.R. n. 380 del 2001 appartata dal recente emendamento alla Legge di conversione del decreto sviluppo – D.L. n. 83/2012– (cfr. art. 13 comma 2), secondo cui «Lo sportello unico per l’edilizia costituisce l’unico punto di accesso per il privato interessato in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti il titolo abilitativo e l’intervento edilizio oggetto dello stesso, che fornisce una risposta tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte. Acquisisce altresì presso le amministrazioni competenti, anche mediante conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, gli atti di assenso, comunque denominati, delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità…».

Testo integrale della sentenza:

Consiglio di Stato, sez. IV, 30 luglio 2012, n. 4312