Lo stato di bisogno non giustifica l’occupazione senza titolo di un alloggio popolare.

Cassazione Penale, sez. II, 9 ottobre 2007, n. 37139

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 Lo stato di bisogno non giustifica l’occupazione senza titolo di un alloggio popolare.

L’attività di edilizia pubblica popolare si caratterizza per la funzione sociale di tutela del bene primario dell’abitazione a vantaggio di chi si trovi in condizioni di specifico e definito disagio economico.
L’assegnazione degli alloggi deve dunque avvenire secondo criteri prefissati dagli organismi pubblici e da questi verificati attraverso idonee procedure valutative.
Il singolo, per quanto versi oggettivamente in stato di bisogno, non può arbitrariamente occupare l’alloggio popolare prescindendo dalla valutazione dell’ente preposto né vale ad escludere la situazione di arbitrarietà dell’occupazione l’eventuale acquiescenza dell’IACP, i cui organi non possono sottrarsi al dovere di assegnazione secondo specifici criteri.
Quanto alla configurabilità del delitto di cui all’art. 633 c.p. (invasione di terreni ed edifici) la S.C., richiamandosi ad un suo precedente orientamento(v. Cass. Sez. II, n. 49169/2003), precisa che «la nozione di “invasione” non richiede modalità esecutive violente, non si riferisce quindi all’aspetto aggressivo della condotta, che può anche mancare, ma al comportamento arbitrario, tipico di chi si introduce nell’altrui immobile contra ius in quanto privo del diritto d’accesso».
(nel caso di specie l’imputato si era immesso arbitrariamente in un alloggio di proprietà dell’IACP, profittando della conoscenza del precedente assegnatario, e successivamente, autodenunciatosi come occupante abusivo, aveva cominciato a versare il canone relativo).