Duplice questione sottoposta alle S.U. penali: a) Sulla possibilità di sentire l’acquirente di modici quantitativi di sostanza stupefacente come persona informata sui fatti; b) Sulla configurabilità del delitto di favoreggiamento qualora, sentito come persona informata sui fatti, si rifiuti di fornire alla P.G. informazioni sulle persone dalle quali ha ricevuto la droga.

Cassazione penale, sez. unite, 5 giugno 2007, n. 21832

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A) Se l’acquirente di modici quantitativi di sostanza stupefacente debba essere sentito dalla P.G. o dal P.M., nel corso delle indagini, come persona informata sui fatti o come “indagato”;

La S.C. ha concluso nel senso della possibilità che l’acquirente di modiche quantità di sostanze stupefacenti (elemento sintomatico, pur se non direttamente dimostrativo, di uso personale, e sempre che non siano emersi elementi indicativi di una destinazione ad uso di terzi) sia sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata sui fatti, e non come indagato, con conseguente piena utilizzabilità delle dichiarazioni rese in tale veste.
La decisione si fonda sull’orientamento già segnato da talune sentenze pronunciate recentemente (Cass., Sez. IV, 21.2/27.4.2001, Fontana; Sez. VI, 16.6/17.9.2003, Fabrizio ed altri; 30.3/3.6.2004, Dentale ed altri) secondo il quale, “la destinazione ad uso di terzi inerisce alla struttura del reato di cui costituisce elemento essenziale (l’elemento soggettivo)” onde “è evidente che, ove non si provi o si ipotizzi concretamente tale destinazione, l’acquirente o detentore non potrà che assumere la qualità di persona informata sui fatti o, nella fase processuale, di testimone essendo irrilevante, a tal fine, che egli sia soggetto a sanzioni di tipo amministrativo”.
Inoltre, avuto conto della previsione di cui al 2 comma dell’ art. 63 c.p.p. e della sua consolidata interpretazione giurisprudenziale, affinché operi il divieto di assunzione senza le garanzie difensive, occorre che gli elementi a carico del dichiarante abbiano la consistenza dell’indizio, non potendo la sua posizione di persona informata essere mutata da sospetti o ipotesi investigative.

B) Se, nel caso in cui l’acquirente di modiche quantità di sostanza stupefacente, sentito come persona informata sui fatti, si rifiuti di fornire alla P.G. informazioni sulle persone dalle quali ha ricevuto la droga, sia configurabile il delitto di favoreggiamento e se, in tale ipotesi, sia applicabile l’esimente di cui all’art. 384 C.P.

Sul punto la S.C. stabilisce che integra il delitto di favoreggiamento personale di cui all’art. 378 c.p. la condotta dell’acquirente di modiche quantità di stupefacenti, il quale, sentito come persona informata sui fatti, si rifiuta di fornire alla polizia giudiziaria informazioni sulle persone da cui ha ricevuto la sostanza.
Pur tuttavia la sua condotta non è punibile, operando l’esimente dell’art. 384, comma 1, c.p., se sussite il concreto motivo di ritenere, sulla base delle risultanze acquisite e di eventuali allegazioni dell’interessato, che le informazioni richieste possono determinare un grave e inevitabile nocumento alla sua libertà ed onore.
Tale nocumento, come affermato da unanime giurisprudenza, può derivare anche dall’applicazione di sanzioni amministrative come quelle previste dall’art. 75 D.P.R. n. 309/1990, che comportano l’incapacità temporanea di ottenere autorizzazioni amministrative o la loro sospensione, così incidendo sulla libertà personale e, potenzialmente, sull’onorabilità del soggetto, sulle sue attività e vita di relazione.