Stupefacenti: criteri di individuazione dell’aggravante dell’ingente quantità (art. 80, 2 comma DPR 309/90).

Cassazione penale, sez. VI, 23 gennaio 2008, n. 10384

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In tema di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope, l’aggravante prevista dal 2 comma dell’art. 80 del DPR 309/90, ovvero se il fatto riguarda grandi quantità di dette sostanze, trova la sua ratio nell’esigenza di proteggere la salute pubblica.
L’aggravante deve quindi ritenersi sussistente qualora il quantitativo delle sostanze sequestrate sia tale da soddisfare le esigenze di un numero elevato di tossicodipendenti per un periodo di tempo notevole. In tale valutazione deve tuttavia prescindersi dal relazionare la quantità alla portata complessiva della domanda proveniente dal mercato (in tal senso la precedente, ma ormai superata giurisprudenza), in quanto si tratterebbe di dati incerti e comunque non concretamente verificabili.
Così nel caso di specie è stata ritenuta sussistente l’aggravante di cui si tratta in relazione al sequestro di oltre trentadue chili di hashish ed oltre mezzo chilo di cocaina con elevata percentuale di principio attivo, assieme a circa gr. 450 di sostanza da taglio. Quantità idonee alla confezione di diverse migliaia di dosi per il consumo.