Tabelle millesimali: per l’approvazione provvisoria è sufficiente la delibera a maggioranza e non all’unanimità.

Cassazione civile, sez. II, 21 novembre 2006, n. 24670

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 Tabelle millesimali: per l’approvazione provvisoria è sufficiente la delibera a maggioranza e non all’unanimità.

Secondo l’art. 1138 c.c. le norme d’uso ed i criteri di ripartizione delle spese per le cose comuni, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, devono essere contenute nel regolamento di condominio. Inoltre, secondo l’art. 68 delle disposizioni di attuazione del codice civile, detto regolamento deve essere corredato da apposita tabella in cui è indicato il valore di ciascun piano o porzione di piano espresso in millesimi, ragguagliato al valore dell’intero edificio.
Le cosiddette tabelle millesimali sono pertanto dei quadri sintetici in cui sono riportati i valori proporzionali relativi alle singole unità immobiliari, rilevanti sia per quanto riguarda il voto in assemblea, sia per quanto riguarda il contributo alle spese.
Se l’art. 1138 c.c. per l’approvazione del regolamento di condominio richiede la maggioranza dei voti dei condomini (ancorchè qualificata, secondo i criteri dell’art. 1136, 2 comma c.c., ovvero maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà della proprietà), per l’approvazione delle tabelle millesimali, secondo un costante orientamento giurisprudenziale, è richiesta l’approvazione all’unanimità in quanto costituenti negozi di accertamento dei valori delle quote condominiali.
Pur tuttavia, come stabilito nella sentenza in commento, «l’assemblea in presenza di una tabella approvata a maggioranza, può applicare i criteri dalla stessa stabiliti per la ripartizione delle spese annuali di gestione e manutezione dei servizi comuni a titolo di acconto e salvo conguaglio da operare dopo la definitiva approvazione della tabella all’unanimità, giacché in tal modo […] si impiega uno strumento operativo di ordinaria amministrazione che, senza pregiudicare i diritti dei singoli partecipi, consente di provvedere alla normale gestione dei servizi condominiali e alla manutenzione delle cose in comunione (sent. n. 2164 del 1973).
Da ciò deriva che la deliberazione assembleare maggioritaria, con la quale si sia proceduto alla ripartizione temporanea e provvisoria delle spese in base a una tabella non adottata con il consenso di tutti i condomini, è legittima, eccetto il caso in cui il partecipe assente o dissenziente provi con l’impugnazione proposta contro la deliberazione che questa sia causa di un pregiudizio concreto e attuale in suo dann
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