Tariffe professionali minime obbligatorie contrarie al diritto dell’UE

Corte di Giustizia UE, 23 novembre 2017, C. 427-16

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 Tariffe professionali minime obbligatorie contrarie al diritto dell’UE

La normativa nazionale che impone tariffe minime per le prestazioni dei liberi professionisti – nella fattispecie avvocati – è contraria al al diritto dell’Unione

La Corte di Giustizia UE con sentenza del 23 novembre 2017 emessa in esito alle cause riunite C-427/16 e C-428/16, ha dichiarato contraria al diritto dell’Unione la normativa nazionale volta ad imporre tariffe minime riguardo l’esercizio delle professioni, anche legali e quindi limitativa della libertà libertà delle parti di convenire un corrispettivo al di sotto di tariffe minime stabilite dall’ordinamento di categoria.
Una tale previsione è infatti, a parere della corte, del tutto illegittima in quanto lesiva dei principi generali dell’ordinamento comunitario.
L’articolo 101, paragrafo 1, TFUE (trattato sul funzionamento dell’Unione europea), in combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 3, TUE (trattato dell’Unione europea), dev’essere interpretato nel senso che una normativa nazionale che da un lato, non consenta all’avvocato e al proprio cliente di pattuire un onorario d’importo inferiore al minimo stabilito da un regolamento adottato da un’organizzazione di categoria dell’ordine forense, a pena di procedimento disciplinare a carico dell’avvocato medesimo, e, dall’altro, non autorizzi il giudice a disporre la rifusione degli onorari d’importo inferiore a quello minimo, è idonea a restringere il gioco della concorrenza nel mercato interno ai sensi dell’articolo 101, paragrafo 1, TFUE. Spetta al giudice del rinvio verificare se tale normativa, alla luce delle sue concrete modalità applicative, risponda effettivamente ad obiettivi legittimi e se le restrizioni così stabilite siano limitate a quanto necessario per garantire l’attuazione di tali legittimi obiettivi.