Televoto Miss Italia Il TAR ha respinto il ricorso del Codacons

Tar Lazio Roma, 8 febbraio 2010, n. 1620

697
5.00 / 5 - 1 voto

Il Tar Lazio respinge il ricorso del Codacons contro la Rai per l’accesso alle procedure del televoto Miss Italia

Con formale istanza d’accesso agli atti la nota associazione di consumatori Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), nel settembre del 2009, aveva chiesto alla Rai la documentazione relativa al televoto dell’ultima edizione di Miss Italia.
In particolare l’istanza prendeva le mosse da altri accadimenti di poco precedenti l’elezione della Miss e per cui fu sollevato il caso dei call center in grado di indirizzare, dietro compenso, migliaia di televoti (sms o telefonate) in favore di specifici concorrenti.
Secondo l’associazione dei consumatori l’alterazione artificiosa delle classifiche di gradimento del pubblico di reality show, gare o concorsi televisivi, potrebbe vanificare gli effetti del televoto di chi, in buona fede, esprimere la propria preferenza, spesso anche attraverso numerazioni a pagamento.
La questione, a fronte del diniego degli atti da parte della televisione pubblica, è approdata nelle stanze del Tar del Lazio laddove è stato deciso in senso contrario al Codacons ed, in particolare, è stato stabilito che le Associazioni dei consumatori incontrano limiti nell’esercizio del diritto di accesso “…atteso che l’essere rappresentative degli interessi della collettività diffusa sull’intero territorio nazionale non dà loro diritto ad un controllo generalizzato dell’attività dell’amministrazione.
Infatti la titolarità (o la rappresentatività) degli interessi diffusi non giustifica un generalizzato e pluricomprensivo diritto alla conoscenza di tutti i documenti riferiti all’attività di un gestore del servizio ma solo degli atti, relativi a servizi rivolti ai consumatori, che incidono, in via diretta ed immediata, e non in via meramente ipotetica e riflessa, sui loro interessi
.

Testo integrale della sentenza:

Tar Lazio Roma, 8 febbraio 2010, n. 1620