Il tentativo di violenza sessuale è configurabile anche nel caso in cui la sopraffazione fisica non coinvolga zone erogene.

Cassazione penale, 14 ottobre 2015, n. 42214

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 Il tentativo di violenza sessuale è configurabile anche nel caso in cui la sopraffazione fisica non coinvolga zone erogene.

La Suprema Corte esclude la configurabilità della cd. desistenza volontaria nel caso in cui la vittima della violenza o della minaccia abbia opposto il proprio rifiuto al soggetto attivo del reato di violenza sessuale in quanto sebbene violenza o minaccia «non comportino una immediata e concreta intrusione nella sfera sessuale della vittima»,esse sono chiaramente dirette a tale scopo.
La vicenda sottoposta all’attenzione della Corte di cassazione muoveva dal fatto che l’agente, dopo aver richiesto alla persona offesa una prestazione sessuale, al suo rifiuto, provava a trattenerla, insistendo nella richiesta di un rapporto sessuale e, dopo che essa era riuscita a divincolarsi, la inseguiva, e, una volta raggiuntala, la picchiava e la minacciava, interrompendo l’azione solo dopo l’intervento di passanti occasionali.
Secondo la giurisprudenza costante della Corte, il tentativo di violenza sessuale è configurabile anche nel caso in cui la sopraffazione fisica non coinvolga zone erogene, essendo sufficiente l’intenzione dell’agente di soddisfare le proprie pulsioni sessuali, violando l’altrui libertà di autodeterminazione sessuale.
Alla luce dei fatti, la Corte di cassazione ritiene, dunque, la condotta del reo sintomatica dell’univoco e preciso intento di soddisfare i propri istinti, indipendentemente dal consenso della vittima, ripetutamente ed inequivocabilmente negato: si tratta di una condotta dalle finalità ben individuabili, che l’agente ha ripetutamente cercato di attuare e che non deve considerarsi esaurita in meri colloqui verbali, che, seppure insistenti, sono inidonei alla configurabilità del tentativo, «passando invece alle vie di fatto e ponendo in essere una condotta gradualmente più invasiva e violenta, allo scopo, reso manifesto dalle reiterate richieste di consumare un rapporto sessuale, di vincere la palese resistenza della donna, interrompendo l’azione solo per l’intervento di due persone che casualmente transitavano sul posto».