Il titolare di un permesso di sosta in area riservata non può parcheggiare in divieto se trova abusivamente impegnati tutti gli spazi riservati.

Cassazione civile, sez. III, 30 novembre 2015, n. 24353

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«Il riconoscimento ai privati di un determinato interesse legittimo, qual è quello di circolare e sostare in zone a traffico limitato, non attribuisce agli stessi – ove il concreto esercizio della prerogativa di cui sono titolari non sia esercitabile – il diritto di agire indiscriminatamente anche in violazione delle normali regole di circolazione. In altri termini, il fatto di trovare occupati gli stalli destinati a parcheggio in aree riservate non attribuisce ai privati rimasti insoddisfatti nelle loro legittime aspettative il diritto di parcheggiare in zone dove c’è il divieto di sosta o di fermata»
«Si deve rammentare, ad esempio, che la sentenza 12 ottobre 2006, n. 21918, ha escluso che si possa ravvisare lo stato di necessità, previsto dall’art. 2045 c.c., in relazione al semplice disagio provocato dalla mancanza o insufficienza delle aree destinate a parcheggio, anche in ipotesi in cui il Comune venga meno all’obbligo di cui all’art. 7 C.d.S., comma 8, di riservare una zona di parcheggio c.d. libero nelle aree dove sussiste il parcheggio custodito o soggetto al controllo della durata; ed ha precisato che detta norma non giustifica, da parte degli utenti della strada, l’inosservanza dei divieti di sosta o di fermata.
Analogamente, la sentenza 21 febbraio 2012, n. 2490, ha riconosciuto che anche le persone titolari di contrassegno attestante la disabilità sono tenute ad osservare i divieti di circolazione e di sosta, essendo comunque rimesso alla valutazione discrezionale della pubblica amministrazione il contemperamento tra gli interessi dei disabili e quelli della generalità dei consociati ad evitare che vi siano intralci al traffico (v. pure la sentenza 6 marzo 2013, n. 5588)».
Nella fattispecie il Comune è stato perfino convenuto in giudizio, davanti al Giudice di pace, chiedendo che fosse condannato al risarcimento dei danni a titolo di culpa in eligendo e culpa in vigilando per non aver esperito i dovuti controlli sull’attività della Polizia municipale in relazione al rispetto dei divieti di transito e di sosta in determinate aree del territorio comunale. A supporto della domanda parti attrici sostennero che, pur essendo titolari di regolare permesso di sosta in zona riservata ai residenti, i posti loro destinati per il parcheggio erano sempre occupati, per cui le stesse si erano viste costrette a parcheggiare in altre zone con divieto, dovendo pagare le conseguenti sanzioni amministrative, con un danno complessive determinato in Euro 1.178,45.

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